Soros-Roma,ultimi aggiornamenti
giovedì, aprile 17th, 2008
George Soros si e’ espresso cosi alla domanda sul possibile acquisto della societa’ a.s. Roma«No comment: Ora è meglio che vada».E questo la dice lunga sia sull’interesse che il tycoon americano, ma di origine ungherese, nutra per il buon fine della trattativa e sull’interesse che lo stesso Soros abbia rispetto ad un placarsi delle acque intorno alla questione A.S. Roma.«Mi spiace ma è meglio se non rilasciamo nessun commento su questi argomenti. Se possibile, vorremmo far abbassare il livello di attenzione dei media». È questa, invece, la spiegazione rilasciata a laromasiamonoi.it, da una persona dello staff del gruppo bancario di Alessandro Profumo, che per riservatezza preferiamo non indicare e che, anche in questo caso, la dice lunga sulla voglia che tutte le parti in causa hanno di aumentare il clamore venutosi inevitabilmente a creare intorno alla cessione della A.S. Roma.Il tormentone, d’altronde, lo conoscono tutti. Se ne sono riempite e se ne riempiranno pagine di giornale, anche con la pubblicazione di finte interviste e finti incontri con l’avvocato Tacopina. Il tutto, ad uso e consumo di una maggiore tiratura e giocando sull’euforia e sull’amore dei tifosi. Che già sognano aste a colpi di milioni di euro per accaparrarsi le prestazioni dei migliori calciatori d’Europa.E proprio questo potrebbe rivelarsi il vero ostacolo ad una positiva conclusione della trattativa. Proprio questa euforia, che contagia anche i mercati finanziari, potrebbe rivelarsi un potentissimo boomerang che, una volta lanciato, torna indietro ad abbattere le speranze ed i sogni dei Romani e Romanisti. Quelli veri. Quelli che già vedono oltre l’orizzonte di un continuo inseguimento della capolista di turno, o sognano di poter cambiare il finale, nel 2009, al possibile remake di un film dell’orrore di 24 anni fa.Infatti, come sanno bene sia lo staff di Soros che quello di Villa Pacelli, tanto clamore attorno ad una vicenda finanziaria dai tratti delicati, non è mai auspicabile. Soprattutto se le cifre in ballo sono a sei zeri e le sfumature da considerare sono eccezionalmente vaste.E proprio questa euforia mediatico-finanziaria, casuale o pilotata che sia, questa esaltazione tipicamente romana, potrebbe rappresentare un enorme deterrente alla positiva conclusione della trattativa tra un qualunque gruppo finanziario e la dirigenza della A.S. Roma.Da ambienti vicini all’advisor del gruppo Soros ed a laromasiamonoi.it, è emerso che lo studio sulle condizioni di salute commissionato sulla società della famiglia Sensi, ha evidenziato un notevole miglioramento generale, accompagnato ad un trend consolidato in positivo, che ha portato alla decisione di presentare, a breve, un’offerta ufficiale alla ItalPetroli, per la cessione del suo asset sportivo. Offerta che, dati alla mano, risulterà più alta rispetto a quella presentata in via ufficiosa alcuni giorni fa. In questo caso, dagli stessi ambienti finanziari appena citati, abbiamo ricevuto una indicazione di offerta che si aggira sui 300 milioni di euro, più alcuni benefit da riconoscere a Franco Sensi ed alle sue figlie come buona uscita. Mentre per la più famosa Rosella, oltre alla somma di buona uscita, sarebbe riservata una poltrona nel futuro consiglio di amministrazione e, conseguentemente, uno stipendio adeguato alle sue funzioni, che si aggirerà sulle cifre attualmente percepite dall’attuale AD della società. Ovviamente, per la carica puramente simbolica di Presidente Onorario, verrebbe indicata la persona di Franco Sensi. Tale offerta di 300 milioni circa verrà formalizzata entro la fine di questa settimana alla Famiglia Sensi proprio dai due emissari della Inner Circle Sports che da oggi sono ufficialmente nella capitale per portare avanti e chiudere la trattativa. I due, Steven Horowitz e Phill Hall, sono revisori dei conti associati alla ICS. Portano con sè lo studio di fattibilità sviluppato con esito positivo e, come detto prima, la proposta ufficiale da inoltrare alla Famiglia Sensi per l’acquisto dell’AS Roma.Per fare adeguate proporzioni, è opportuno considerare che l’AD di Unicredit, Alessandro Profumo, a capo di un colosso bancario di livello mondiale che detiene il 49 percento delle quote di ItalPetroli S.p.A. e che ha appena conquistato il premio come Best Retail Bank in Europe, Middle East and Africa, strappandolo a colossi del calibro di Santander, Erste Group, La Caixa ed Intesa Sanpaolo, ha percepito, nel 2007, una retribuzione di 335.000 euro al netto degli incentivi, dei target bonus e di altri compensi, che lo hanno portato a percepire la stratosferica somma totale di 9,336 milioni di euro per il 2007.Ma anche considerando la sola retribuzione al netto degli incentivi, i 335.000 euro percepiti, non rappresentano certo lo stipendio medio di un operaio.E se l’AD della Roma percepisse solo un terzo della somma riconosciuta ad Alessandro Profumo da Unicredit, questa sarebbe un ulteriore incentivo alle remore alla cessione mostrate da Rosella Sensi.Motivo per cui, per la giovane manager di casa Sensi sarebbe pronto un ruolo da Consigliere di Amministrazione, con poteri decisionali pressoché nulli.Ora, va sottolineato come lo studio di fattibilità commissionato a fronte della proposta di acquisto, abbia evidenziato come gli obiettivi del Piano Industriale siano stati tutti pressoché raggiunti. I Ricavi Consolidati del Semestre, al netto dei risultati della gestione calciatori, pari a 85,4 milioni di euro (83,1 milioni di euro, al 31 dicembre 2006), si presentano in lieve crescita (+2,3%), rispetto al corrispondente Semestre precedente. Il Margine operativo lordo consolidato, positivo per 40 milioni di euro, è pressoché raddoppiato rispetto al 30 giugno 2006; la Gestione finanziaria ha comportato il sostenimento di oneri netti per 0,7 milioni di euro, in lieve crescita rispetto al 31 dicembre 2006, determinando un risultato ante imposte positivo per 19,2 milioni di euro (17,6 milioni di euro, al 31 dicembre 2006), in miglioramento, nei due Semestri a confronto. L’utile netto (perdita), per azione, pari a euro 0,10, al 31 dicembre 2007 (euro 0,40, al 31 dicembre 2006 e euro 0,11, al 30 giugno 2007) è determinato dividendo l’Utile netto consolidato, ovvero la Perdita del periodo, di pertinenza del Gruppo, per il numero medio ponderato delle azioni ordinarie A.S. Roma in circolazione nel medesimo periodo, pari a 132.523.296; mentre la capitalizzazione di borsa, cioè il prezzo potenziale di vendita dell’intera società, calcolato sulla base del costo delle azioni, risulta essere pari a 100 milioni di euro circa.Secondo le fonti da noi contattate, in particolare questi ultimi due punti, stimati dall’advisor di riferimento del gruppo Soros, evidenziano come, con l’aumento del volume di scambi sulle azioni della A.S. Roma, con conseguente aumento del valore delle singole azioni, determinato dall’eccessivo clamore generato attorno alla questione “cessione”, potrebbe fungere da elemento parzialmente dissuasivo, in quanto, chi volesse acquistare la società, dovrebbe mettere mano al portafogli e sborsare una cifra notevolmente maggiore rispetto a quella preventivata, rendendo, paradossalmente, poco appetibile l’operazione.Per usare le parole della persona contattata da laromasiamonoi.it, si può certamente affermare che se è vero che «Soros è un filantropo», è altrettanto vero che «guarda solo all’affare». Ed una società per azioni con valore in costante crescita, alzerebbe anche il costo di acquisto. D’altro canto, questo rappresenta anche un «motivo in più, alla rapida definizione della questione, che potrebbe avvenire entro il mese di Maggio» da parte del gruppo Soros, che, nel suo piano di analisi e sviluppo, come ci è stato spiegato, ha previsto anche uno stadio di proprietà da costruire nella zona di Roma, ma non necessariamente all’interno del Raccordo, al fine da ottimizzare le rendite da brand e l’appetibilità delle strutture offerte. L’incentivo alla concessione di un’area adeguata, nei piani del gruppo Soros, sarebbe la cessione di aree pubbliche, edificate in fase di costruzione dello stadio e degli spazi circostanti, uniti alla finalità generativa di circa mille e cinquecento posti di lavoro tra diretto e indotto, comprensivi dei diritti maturati dalle cessioni in affitto di spazi commerciali e delle conseguenti necessità di risorse umane da applicare nel settore. Il tutto, previsto con un basso impatto ambientale. Come nella migliore tradizione di Gorge Soros e della sua finanza etica.

