Roma,incontro Soros-Unicredit a Milano
martedì, maggio 6th, 2008
A diffrenza di quanto indicato sulle pagine di un quotidiano sportivo romano, l’incontro tra Unicredit e i due avvocati londinesi, advisor di George Soros, sarebbe già avvenuto. L’ulteriore incontro, fissato tra mercoledì e giovedì, avrebbe unicamente lo scopo di far conoscere ai due legali, la risposta della famiglia Sensi e del suo Amministratore delegato all’offerta di acquisto formulata dagli U.S.A.Da ambienti interni alla Unicredit ,sembra che il gruppo bancario sia posizionato su una linea favorevole all’offerta, ritenuta congrua al valore della quota del 67% controllata da ItalPetroli.Soprattutto, ambienti interni al gruppo bancario milanese, riferiscono di considerare assolutamente prive di fondamento, le voci che vorrebbero la dismissione dei depositi di Civitavecchia, ritenuti asset preponderanti per il gruppo partecipato al 49% dalla stessa banca.Resistenze sempre più serrate da pare del vertice A.S. Roma, sembra siano dettate dallo studio di un piano per la costruzione e gestione di un nuovo impianto, con quote di introiti da distribuire tra i creditori ed in misura proporzionale. In questo caso, Unicredit sarebbe anche disposta a rivedere la rateizzazione, spostando in avanti il termine di rientro.Su queste basi, le stesse “voci” ci riferiscono di una possibile apertura di Unicredit, che si impegnerebbe anche nella ricerca di sponsor ed investitori esterni, da coinvolgere solo ed esclusivamente nel progetto di costruzione e sfruttamento finanziario.Ma anche da New York rimbalzano voci simili.Una persona interna allo staff statunitense del tycoon ungherese, avrebbe riferito di un pieno interesse ad un progetto a spessore polivalente e che, oltre all’ambito sportivo, ne ricomprenda anche uno edilizio e commerciale.La differenza è che, in questo caso, il piano sarebbe già definito nelle linee guida ed allo studio nella sua applicazione attuativa. Va da se, che nel caso la dirigenza Capitolina decidesse di non cedere la società, a causa delle elevate esposizioni debitorie e delle conseguenti ridistribuzioni degli introiti, i successivi esercizi di bilancio vedrebbero un margine di profitto notevolmente ridotto rispetto a quello di una gestione diretta newyorkese, che dovrebbe solo fare i conti con le stime di break even (pareggio di bilancio, ndr) valutate in circa 5 anni e non incidenti sulla gestione sportiva, operativa su un bilancio separato.

